La storia di una sviluppatrice di videogiochi

00:00

“Wow!”, pensa Eco. “Ora capisco perché molte delle scelte di vita della mia padrona sono state fatte”.

Accoccolandosi sul tappeto per aspettarla, Eco ripensa alla storia della sua vita, che Emma gli ha raccontato più e più volte nei freddi pomeriggi invernali mentre erano abbracciati sul divano.

Ricostruite la storia di Emma, scoprendo il messaggio che i due vorrebbero condividere con tutti.

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La storia di una sviluppatrice di videogiochi

00:00

Era una fredda giornata di dicembre. Fortunatamente, l’azienda informatica che mi aveva appena assunto come programmatrice mi permetteva di lavorare da casa a tempo pieno. Lavoro a distanza e ottima retribuzione: fantastico!

Era meraviglioso. Non avevo nemmeno troppe spese. Potevo vivere senza auto e farmi consegnare a casa tutto ciò di cui avevo bisogno, senza nemmeno avere troppe interazioni sociali. Meno stress! Ho pensato.

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Avevo trovato il lavoro dei miei sogni! Passavo tutto il giorno davanti al computer, facendo sempre gli straordinari. Il telefono squillava in continuazione, ma ero così presa dai miei compiti che a volte dimenticavo persino di mangiare.

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Fantastico. Potrei uscire solo quando ne ho davvero voglia. Potrò acquistare online ciò che mi serve e… anche ciò che non mi serve più di tanto… Soddisferò ogni mio capriccio: ho sempre desiderato un’auto di lusso!”. Ho pensato

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La storia di una sviluppatrice di videogiochi

00:00

Era un luglio caldo. La mia vita continuava, appartata e serena. Facevo il lavoro che amavo e non dovevo interagire con gli estranei. Certo, avevo un po’ di mal di schiena, “ma grazie al cielo ci sono gli antinfiammatori!”, mi ripetevo.

Anche quel giorno avevo dimenticato di fare gli esercizi e non avevo voglia di uscire, nemmeno per bere qualcosa con gli amici. “Oh, beh”, ho pensato, “posso farlo domani”. Mi sono chiusa in casa e ho comprato, rigorosamente online, un’altra borsa firmata.

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Quel giorno non avevo fatto i miei esercizi, ma una bibita fresca con gli amici, per combattere l’afa di quel pomeriggio estivo, non l’avrei saltata per nulla al mondo!

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Per molto tempo ho creduto che il mio valore fosse definito da quanto lavoravo.

Ho trascorso innumerevoli ore concentrata sul mio lavoro, pensando che il successo fosse l’unica cosa che contava.

Con il tempo, però, mi sono resa conto che questa costante routine stava avendo ripercussioni sul mio benessere.

Il lavoro non può essere l’unico scopo della vita: trovare un equilibrio tra lavoro e tempo libero è essenziale per uno stile di vita veramente sostenibile.

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La storia di una sviluppatrice di videogiochi

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Un giorno, uscendo per gettare la spazzatura con il mio nuovo vestito firmato, sono svenuta.

Un vicino mi vide e corse ad aiutarmi. Sussurrando, gli ho chiesto di chiamare un ambulanza e sono stata portata in ospedale.
I paramedici hanno detto che si trattava di un colpo di calore.

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Un vicino è corso ad aiutarmi, ma non volevo assolutamente essere portata in ospedale, perché si trattava solo di uno stupido colpo di calore. Sono tornata in casa, ho bevuto dell’acqua fredda e ho ripreso la mia routine.

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La storia di una sviluppatrice di videogiochi

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Senza rendermene conto, la mia vita è diventata sempre più incentrata sul collezionismo e… isolata. Ho iniziato a trascorrere l’intera giornata online, senza rendermi conto che non potevo più vivere senza uno schermo davanti a me.

Molte diottrie in meno, e qualche anno dopo, le mie connessioni sociali hanno iniziato a essere più distanti. Le cose che compravo online traboccavano dalle stanze e la mia salute ne pagava le conseguenze.

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La storia di una sviluppatrice di videogiochi

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Non appena ho raggiunto il marciapiede, ho avuto un colpo di calore.
Dopo essere stata curata d’urgenza, sono stata riportata a casa dall’ospedale. Mi sono resa conto che avrei avuto bisogno di cure costose per recuperare la schiena, gli occhi e il metabolismo, perché anni di sedentarietà per 12 ore al giorno avevano avuto un grave impatto su di me. Questa esperienza mi ha reso più consapevole di quanto sia essenziale avere accesso a cure immediate, un privilegio che spesso viene negato a molti, soprattutto a chi vive in comunità a basso reddito o senza un alloggio stabile.

Avevo raggiunto un punto di svolta nella mia vita. Feci una profonda riflessione: da quel giorno uscii di casa solo in macchina, per proteggermi dagli sbalzi termici. Inoltre, iniziai a seguire una dieta equilibrata: frutta, verdura e legumi, per rimettere in moto il mio metabolismo.

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Avevo raggiunto un punto di svolta nella mia vita. Avevo riflettuto a fondo: iniziai a pensare alle cause del mio malessere. Non si trattava di un semplice colpo di calore: erano anni che mi lasciavo andare. Ad esempio, non praticavo più sport (non riuscivo quasi a camminare!). Da quel momento in poi avrei fatto un cambiamento radicale.

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La storia di una sviluppatrice di videogiochi

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Da quel momento in poi sono uscita sempre meno, per paura di sentirmi di nuovo male. Ho finito per stare più di 12 ore di fila davanti al computer e ho parlato sempre meno con gli altri esseri umani.

Nel giro di 10 anni il mio metabolismo è andato completamente fuori controllo e ho sofferto sempre più di attacchi di panico.

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La storia di una sviluppatrice di videogiochi

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L’auto è stata una scelta sbagliata: le temperature continuavano a salire.

Ormai faceva troppo caldo ovunque e persino il condizionatore di casa si era fuso.

Fui colpita da un altro colpo di calore, questa volta più forte.

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La storia di una sviluppatrice di videogiochi

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Oggi ho cambiato completamente il mio stile di vita!

Esco spesso per godermi la luce del sole, ricca di vitamina D, amo fare passeggiate con te, Eco, e faccio attività fisica tutti i giorni, anche se si tratta di una semplice camminata di 20 minuti. Cerco di evitare la carne per non gravare sugli allevamenti, ma volendo mantenere un’alimentazione ricca di vitamine e proteine, mangio frutta, verdura e legumi.

Inoltre, ho fatto i conti: tutte le cose superflue che ho acquistato negli anni, online e non, non hanno fatto altro che causare un ulteriore problema per il riscaldamento globale, a causa della produzione e del trasporto.
Così ho deciso di iniziare a riciclare e riparare tutto quello che potevo, dal tostapane al cellulare, e di comprare solo vestiti di seconda mano.

Tu, Eco, sei stato uno dei regali più belli che mi sia mai fatta: Ti voglio bene!

Guardatevi intorno, questa schermata nasconde un indizio cruciale.

“Wow!”, pensa Eco. “Ora capisco perché molte delle scelte di vita della mia padrona sono state fatte”.

Accoccolandosi sul tappeto per aspettarla, Eco ripensa alla storia della sua vita, che Emma gli ha raccontato più e più volte nei freddi pomeriggi invernali mentre erano abbracciati sul divano.

Ricostruite la storia di Emma, scoprendo il messaggio che i due vorrebbero condividere con tutti.

Era una fredda giornata di dicembre. Fortunatamente, l’azienda informatica che mi aveva appena assunto come programmatrice mi permetteva di lavorare da casa a tempo pieno. Lavoro a distanza e ottima retribuzione: fantastico!

Era meraviglioso. Non avevo nemmeno troppe spese. Potevo vivere senza auto e farmi consegnare a casa tutto ciò di cui avevo bisogno, senza nemmeno avere troppe interazioni sociali. Meno stress! Ho pensato.

Avevo trovato il lavoro dei miei sogni! Passavo tutto il giorno davanti al computer, facendo sempre gli straordinari. Il telefono squillava in continuazione, ma ero così presa dai miei compiti che a volte dimenticavo persino di mangiare.

Fantastico. Potrei uscire solo quando ne ho davvero voglia. Potrò acquistare online ciò che mi serve e… anche ciò che non mi serve più di tanto… Soddisferò ogni mio capriccio: ho sempre desiderato un’auto di lusso!”. Ho pensato

Era un luglio caldo. La mia vita continuava, appartata e serena. Facevo il lavoro che amavo e non dovevo interagire con gli estranei. Certo, avevo un po’ di mal di schiena, “ma grazie al cielo ci sono gli antinfiammatori!”, mi ripetevo.

Anche quel giorno avevo dimenticato di fare gli esercizi e non avevo voglia di uscire, nemmeno per bere qualcosa con gli amici. “Oh, beh”, ho pensato, “posso farlo domani”. Mi sono chiusa in casa e ho comprato, rigorosamente online, un’altra borsa firmata.

Quel giorno non avevo fatto i miei esercizi, ma una bibita fresca con gli amici, per combattere l’afa di quel pomeriggio estivo, non l’avrei saltata per nulla al mondo!

I hadn’t done my exercises that day, but a cold beer with friends, to combat the mugginess of that summer afternoon, I couldn’t have skipped it for the world!

Un vicino mi vide e corse ad aiutarmi. Sussurrando, gli ho chiesto di chiamare un ambulanza e sono stata portata in ospedale.
I paramedici hanno detto che si trattava di un colpo di calore.

Un vicino è corso ad aiutarmi, ma non volevo assolutamente essere portata in ospedale, perché si trattava solo di uno stupido colpo di calore. Sono tornata in casa, ho bevuto dell’acqua fredda e ho ripreso la mia routine.

Senza rendermene conto, la mia vita è diventata sempre più incentrata sul collezionismo e… isolata. Ho iniziato a trascorrere l’intera giornata online, senza rendermi conto che non potevo più vivere senza uno schermo davanti a me.

Molte diottrie in meno, e qualche anno dopo, le mie connessioni sociali hanno iniziato a essere più distanti. Le cose che compravo online traboccavano dalle stanze e la mia salute ne pagava le conseguenze.

Non appena ho raggiunto il marciapiede, ho avuto un colpo di calore.
Dopo essere stata curata d’urgenza, sono stata riportata a casa dall’ospedale. Mi sono resa conto che avrei avuto bisogno di cure costose per recuperare la schiena, gli occhi e il metabolismo, perché anni di sedentarietà per 12 ore al giorno avevano avuto un grave impatto su di me. Questa esperienza mi ha reso più consapevole di quanto sia essenziale avere accesso a cure immediate, un privilegio che spesso viene negato a molti, soprattutto a chi vive in comunità a basso reddito o senza un alloggio stabile.

Avevo raggiunto un punto di svolta nella mia vita. Feci una profonda riflessione: da quel giorno uscii di casa solo in macchina, per proteggermi dagli sbalzi termici. Inoltre, iniziai a seguire una dieta equilibrata: frutta, verdura e legumi, per rimettere in moto il mio metabolismo.

Avevo raggiunto un punto di svolta nella mia vita. Avevo riflettuto a fondo: iniziai a pensare alle cause del mio malessere. Non si trattava di un semplice colpo di calore: erano anni che mi lasciavo andare. Ad esempio, non praticavo più sport (non riuscivo quasi a camminare!). Da quel momento in poi avrei fatto un cambiamento radicale.

Da quel momento in poi sono uscita sempre meno, per paura di sentirmi di nuovo male. Ho finito per stare più di 12 ore di fila davanti al computer e ho parlato sempre meno con gli altri esseri umani.

Nel giro di 10 anni il mio metabolismo è andato completamente fuori controllo e ho sofferto sempre più di attacchi di panico.

L’auto è stata una scelta sbagliata: le temperature continuavano a salire.

Ormai faceva troppo caldo ovunque e persino il condizionatore di casa si era fuso.
Fui colpita da un altro colpo di calore, questa volta più forte.

Oggi ho cambiato completamente il mio stile di vita!

Esco spesso per godermi la luce del sole, ricca di vitamina D, adoro passeggiare con te, Eco, e faccio attività fisica ogni giorno, anche se si tratta di una semplice passeggiata di 20 minuti. Cerco di evitare la carne per non appesantire gli allevamenti, ma volendo mantenere una dieta ricca di vitamine e proteine, mangio frutta, verdura e legumi.

Inoltre, ho fatto i conti: tutte le cose superflue che ho acquistato negli anni, online e non, non hanno fatto altro che causare un ulteriore problema per il riscaldamento globale, a causa della produzione e del trasporto.
Così ho deciso di iniziare a riciclare e riparare tutto quello che potevo, dal tostapane al cellulare, e di comprare solo vestiti di seconda mano.

Tu, Eco, sei stato uno dei regali più belli che mi sia mai fatta: Ti voglio bene!

Per molto tempo ho creduto che il mio valore fosse definito da quanto lavoravo.

Ho trascorso innumerevoli ore concentrata sul mio lavoro, pensando che il successo fosse l’unica cosa che contava.

Con il tempo, però, mi sono resa conto che questa costante routine stava avendo ripercussioni sul mio benessere.

Il lavoro non può essere l’unico scopo della vita: trovare un equilibrio tra lavoro e tempo libero è essenziale per uno stile di vita veramente sostenibile.